Lavoro: la strage continua dieci morti in tre giorni

Morti sul Lavoro

Tra i motivi dell’incremento registrato tra il 2016 e il 2017, l’INAIL segnala i cosiddetti incidenti plurimi, eventi, cioè, che hanno provocato la morte di almeno due lavoratori contemporaneamente.

Il Presidente ANMIL Franco Bettoni
Il Presidente ANMIL Franco Bettoni

A quasi dieci anni dall’entrata in vigore del Testo unico della sicurezza sul lavoro, spiega il presidente dell’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invaliti del Lavoro (ANMIL) Franco Bettoni « le cose non sembrano affatto cambiate. Questi 10 anni sembrano essere passati invano: la mancanza di sicurezza ci propone, ogni giorno e in tutte le aree geografiche del Paese, tragedie di vite spezzate e di famiglie distrutte». Ma a tutto questo «noi non ci vogliamo rassegnare, non possiamo ritenere “normale”che ai primi segnali di una pur debole ripresa economica corrisponda sempre un parallelo aumento degli infortuni sul lavoro e che a pagarne il prezzo siano sempre i lavoratori. Dobbiamo combattere affinché la sicurezza sul lavoro e la salvaguardia della vita umana siano sempre anteposte alle ragioni della produttività e del profitto e trovino il loro posto naturale al centro di ogni politica di sviluppo economico». Concludendo il Presidente, «ma morire a soli 25 anni come Lorenzo Mazzoni, insieme al collega più esperto, Nunzio Viola, di 53 anni, è per noi un dramma che ci addolora due volte: sia perché sappiamo quanto dolore si nasconde per i familiari dietro questi incidenti sempre evitabili, sia perché prendiamo atto di quanto sia ancora insufficiente e inadeguato l’impegno che mettiamo per contrastare il mancato rispetto delle norme antiinfortunistiche».
«È tempo di comprendere che lo stillicidio quotidiano di lavoratori che non tornano a casa dai loro cari o che si ritrovano permanentemente invalidi, sono un’onta per la nostra economia – aggiunge indignato e addolorato il Presidente dell’ANMIL – ed esprimeremo la nostra vicinanza ai familiari delle vittime seguendo gli sviluppi delle indagini, per capire dove abbia fallito la prevenzione, e ci costituiremo parte civile affinché i loro familiari non si sentano soli davanti a queste morti ingiuste».

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